Detraibilità acquisto materasso ortopedico

FINO AL 23 LUGLIO PUOI PRESENTARE AL CAF IL TUO 730.

In linea generale, sono detraibili a titolo di spese sanitarie anche quelle sostenute per l’acquisto o l’affitto di dispositivi medici. Per beneficiare della detrazione è necessario che dalla certificazione fiscale (scontrino fiscale o fattura) risulti chiaramente la descrizione del prodotto acquistato e il soggetto che sostiene la spesa. La natura del dispositivo medico può essere identificata anche mediante la codifica utilizzata per la trasmissione dei dati al sistema tessera sanitaria: AD (spese relative all’acquisto o affitto di dispositivi medici con marcatura Ce). Quindi, non possono essere considerati validi i documenti (scontrino fiscale o fattura) su cui è riportata solo l’indicazione “dispositivo medico” (circolare n. 20/E del 13 maggio 2011, paragrafo 5.16). Per agevolare l’individuazione dei prodotti che rispondono alla definizione di dispositivo medico, alla ricordata circolare n. 20/E è allegato uno specifico elenco fornito dal ministero della Salute, non esaustivo, dei dispositivi medici e medico diagnostici in vitro più comuni. Per quelli compresi in questo elenco, come i materassi ortopedici, non è necessario verificare che il dispositivo risulti nella categoria di prodotti che rientrano nella definizione di dispositivi medici detraibili ed è, quindi, sufficiente conservare (per ciascuna tipologia di prodotto) la sola documentazione dalla quale risulti che il prodotto acquistato è dotato di marcatura Ce. Invece, per i dispositivi medici non compresi nell’elenco, per la detraibilità della spesa, occorre che il dispositivo riporti, oltre alla marcatura Ce, anche la conformità alle direttive europee 93/42/Cee, 90/385/Cee e 98/79/Ce e successive modifiche e integrazioni (circolare n. 7/Edel 4 aprile 2017, pagine 32 e 33).

Continua a leggere

Recupero edilizio e familiare convivente

FINO AL 23 LUGLIO PUOI PRESENTARE AL CAF IL TUO 730.

La detrazione relativa alle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (articolo 16-bis, Tuir) spetta anche al familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile sul quale vengono effettuati i lavori, a condizione che abbia sostenuto le spese e le fatture e i bonifici siano a lui intestati. A tal fine, per familiari si intendono (secondo quanto previsto dall’articolo 5, comma 5, Tuir) il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado. Per fruire della detrazione non è necessario che i familiari abbiano sottoscritto un contratto di comodato, essendo sufficiente che attestino, mediante una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, di essere familiari conviventi (circolare n. 121 dell’11 maggio 1998, paragrafo 2.1). Continua a leggere

Risparmio energetico: intestazione documenti

FINO AL 23 LUGLIO PUOI PRESENTARE AL CAF IL TUO 730.

I soggetti che possono fruire della detrazione Irpef per gli interventi finalizzati al risparmio energetico sono indicati nella scheda informativa da trasmettere all’Enea. Nel caso in cui non vi sia coincidenza tra il nominativo riportato nella scheda informativa e l’intestazione del bonifico (o della fattura), la detrazione spetta al soggetto che ha effettivamente sostenuto la spesa, a prescindere dalla circostanza che il bonifico sia stato ordinato da un conto corrente cointestato con il soggetto che risulti invece intestatario dei predetti documenti. A tal fine, è necessario che i documenti di spesa siano appositamente integrati con il nominativo del soggetto che ha sostenuto la spesa e con l’indicazione della relativa percentuale di sostenimento. Le integrazioni devono essere effettuate fin dal primo anno di fruizione del beneficio; è esclusa, infatti, la possibilità di modificare nei periodi d’imposta successivi la ripartizione della spesa sostenuta (circolare n. 7/E del 27 aprile 2018, pagina 306).

[Fonte Fiscooggi]

Recupero edilizio e permuta dell’immobile

In linea generale, si ricorda che nell’ipotesi di “vendita” dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi di recupero edilizio, la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita, per i rimanenti periodi d’imposta, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente persona fisica (articolo 16-bis, comma 8, Tuir). Sul punto, è stato precisato che l’espressione “vendita” deve intendersi riferita a tutte le ipotesi in cui si realizza una cessione dell’immobile, anche a titolo gratuito (quindi anche in caso di donazione – cfr. circolare Min. Finanze n. 57 del 24 febbraio 1998, paragrafo 4). Inoltre, è stato chiarito che le medesime considerazioni valgono anche nell’ipotesi di permuta poiché, in base all’articolo 1555 del codice civile, “le norme stabilite per la vendita si applicano anche alla permuta, in quanto siano con questa compatibili” (circolare n. 25/E del 19 giugno 2012, paragrafo 1.2).

[Fonte fiscooggi.it]

Detrazione spese veterinarie

Per le spese veterinarie spetta una detrazione Irpef del 19%, fino a un importo massimo di 387,40 euro, per la parte che eccede la franchigia di 129,11 euro (articolo 15, comma 1, lettera c-bis, Tuir). Pertanto, la detrazione massima spettante è pari al 19% di 258 euro, cioè 49 euro. Il limite deve essere riferito alle spese veterinarie complessivamente sostenute da chi intende usufruire della detrazione, indipendentemente dal numero di animali posseduti (circolare n. 55/E del 14 giugno 2001, paragrafo 1.4.2). [Fonte fiscooggi.it]

Le tipologie di spese ammesse alla detrazione sono le seguenti:

  • spese relative alle prestazioni professionali del medico veterinario (circolare Min.
    Finanze n. 207/2000, paragrafo 1.5.3)
  • acquisto di medicinali veterinari prescritti dal veterinario (circolare AdE 55/E/2001,
    paragrafo 1.4.2)
  • spese per analisi di laboratorio e interventi presso cliniche veterinarie (risoluzione AdE
    24/E/2017).

Detrazione canoni locazione

A favore dei titolari di contratti di locazione per unità immobiliari utilizzate come abitazione principale spetta una detrazione Irpef graduata, tra l’altro, in relazione al tipo di contratto di locazione, alla situazione personale del locatario e all’ammontare del reddito complessivo. In particolare, in base a quanto stabilito dall’articolo 16, comma 01, Tuir, ai titolari di contratti di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale, stipulati o rinnovati ai sensi della legge 431/1998, spetta una detrazione complessivamente pari a: 300 euro (se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro); 150 euro (se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro, ma non a 30.987,41 euro). Si ha diritto alla detrazione non solo se il contratto è stato stipulato ai sensi della legge 431/1998, ma anche se è stato stipulato sulla base di precedenti normative e automaticamente prorogato per gli anni successivi (risoluzione n. 200/E del 16 maggio 2008). La detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto ed è rapportata al periodo dell’anno durante il quale l’unità immobiliare locata è adibita ad abitazione principale; per abitazione principale si intende quella nella quale il soggetto titolare del contratto di locazione o i suoi familiari dimorano abitualmente.

[Fonte fiscooggi.it]

Disturbi specifici di apprendimento: le regole attuative della detrazione

L’Agenzia delle entrate, con il provvedimento 6 aprile 2018, ha definito le modalità attuative della nuova detrazione Irpef relativa alle spese sostenute dai soggetti con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (Dsa). Continua a leggere

Il bonus asili nido fa saltare il diritto alla detrazione

Abbiamo tutti ben presente quanto possano pesare sul bilancio della famiglia le spese sostenute per la frequenza di asili nido da parte dei figli.

Per attenuare – anche se non a sufficienza – tale salasso il legislatore ha previsto la possibilità per i genitori di portare in detrazione dall’Irpef l’onere nella misura del 19%. Ulteriore limitazione che va considerata è quella della spesa massima agevolabile. Infatti, l’importo massimo della spesa ammessa in detrazione è pari a 632 euro per ciascun figlio che frequenta l’asilo nido, pubblico o privato che sia; la somma è ripartita tra i genitori in base all’onere da ciascuno sostenuto. Continua a leggere

Detrazione interventi recupero patrimonio edilizio

Dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 36 per cento (elevato, dal 26 giugno 2012, al 50 per cento) delle spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su parti comuni di edifici residenziali e su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale e relative pertinenze. La detrazione, introdotta dall’art. 1, comma 1, della legge n. 449 del 1997, è stata resa permanente dall’art. 4 del DL n. 201 del 2011 che ha previsto l’introduzione nel TUIR dell’art. 16-bis. Continua a leggere

Ecobonus 2018 e cessione del credito

Nell’ambito delle detrazioni previste dall’ecobonus esiste una possibilità pensata per agevolare chi vorrebbe eseguire lavori di riqualificazione energetica ma non dispone di liquidità sufficiente: anziché pagare i lavori e poi recuperare attraverso la detrazione con la dichiarazione dei redditi, si può monetizzare subito saldando il corrispettivo in parte con il trasferimento del bonus. [Fonte quifinanza.it]

Sul tema sono stati forniti chiarimenti dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 11/E del 18 maggio, in seguito alle modifiche normative introdotte dall’ultima legge di bilancio 2018 alla disciplina dell’agevolazione (articolo 14, Dl 63/2013).

Per effetto, invece, dei precedenti ritocchi, arrivati con il Dl 50/2017, l’Amministrazione fiscale, con il provvedimento 28 agosto 2017, aveva già definito le modalità operative per la cessione del credito, allora limitata solo alle ipotesi di interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni di edifici (vedi “Cessione del credito ecobonus: ecco le nuove modalità operative”). [Fonte fiscooggi]