IMU e TASI: Saldo 2018 con scadenza 17 dicembre

IMU e TASI: SALDO 2018 CON SCADENZA 17 DICEMBRE

Entro il prossimo 17 Dicembre, il 16 cade di domenica, tutti i contribuenti interessati sono tenuti al versamento della seconda rata a titolo di saldo. In relazione al pagamento dell’IMU e TASI dovuta per l’anno 2017, per tutti quegli immobili che non risultano esclusi o esenti dal pagamento.

Per il calcolo del “saldo” IMU/TASI occorre prendere a riferimento le aliquote, nonché le detrazioni, approvate dai singoli Comuni per l’anno 2018. Qualora il Comune non ha inviato la propria delibera entro il 16 ottobre 2018, per la seconda rata nonché le detrazioni, nonché le detrazioni, occorrerà considerare le aliquote approvate nel 2017. 

La scadenza:

Si ricorda che, per entrambe le imposte, il versamento per l’anno 2018 è dovuto in due rate di pari importo entro il 16 Giugno e il 16 Dicembre dell’anno di imposizione (2018). Ciascuna pari al 50% dell’imposta complessivamente dovuta per l’anno precedente (2017).

A chi è rivolto:

È bene ricordare che pagheranno Imu e Tasi i proprietari di prime case di lusso, accatastati in A1, A8 e A9 (con una detrazione di 200 euro) e tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale e relative pertinenze.

Il locatore di un immobile è ovviamente soggetto al pagamento di Imu e Tasi, tuttavia qualora l’immobile sia concesso a canone concordato è prevista una riduzione del 25% della base imponibile.

Veniamo ora agli inquilini qualora l’immobile oggetto di locazione sia la propria abitazione principale, come per i proprietari anche gli inquilini sono esentati. Diversamente pagheranno una versione ridotta, che andrà dal 10% al 30% a completamento della quota versata dal locatore.

Uno sconto, o meglio una riduzione, è prevista anche per gli immobili concessi in uso gratuito. Tra genitori e figli (parenti in linea retta di primo grado) per i quali la base imponibile Tasi e Imu è ridotta del 50%.

Tuttavia vi è una condizione ovvero che il comodante e il comodatario abbiano la residenza nello stesso Comune. E che il comodante non possegga altri immobili a parte quello concesso in comodato e l’eventuale sua abitazione principale.