Scadenza del 30 novembre 2018 per la seconda rata di acconto

 

Si ricorda, che entro il 30 novembre i soggetti interessati sono tenuti ad effettuare il versamento della seconda rata o unica rata riguardo gli acconti di seguito riportati:

 

 

 

– Imposte Irpef, Ires e Irap

– Cedolare secca sulle locazioni per gli immobili ad uso abitativo

– Imposte patrimoniali quali Ivie e Ivafe

– Imposta sostitutiva derivante al regime di vantaggio ex D.L. 98/2011

– Imposta sostitutiva per i contribuenti in regime forfettario ex L. 190/2014

Il calcolo degli acconti viene effettuato facendo riferimento all’imposta dovuta per l’anno precedente al netto delle detrazioni, crediti d’imposta e ritenute d’acconto presenti nel modello redditi.

In alternativa, è possibile calcolare gli acconti in base all’imposta dovuta per l‘anno in corso, considerando i redditi presunti che si andranno a realizzare nell’anno, al netto delle detrazioni, crediti d’imposta e ritenute d’acconto.

Di seguito una breve descrizione degli acconti dovuti per l’Irpef, la cedolare secca e per le imposte patrimoniali (Ivie, Ivafe):

L’acconto dovuto riguardo l’Irpef corrisponde al 100% (salvo casi eccezionali di ricalcolo) dell’imposta dovuta nel rigo differenza (RN34 modello Redditi PF).

Si ricorda che nel caso il rigo differenza sia inferiore ad euro 51.65, gli acconti non saranno dovuti.

Se il rigo differenza risultasse compreso tra 51.65 e 257.52 gli acconti saranno dovuti in un’unica rata: in questo caso il pagamento dovrà pervenire entro il 30 novembre.

Infine, se l’importo risultasse superiore a euro 257.52 gli acconti saranno dovuti in 2 rate, la prima con scadenza 30 giugno corrispondente al 40% del dovuto e la seconda da versare entro il 30 novembre corrispondente al rimanente 60% del dovuto.

L’acconto dovuto per la cedolare secca segue le regole ordinarie dell’Irpef, con la differenza che gli importi dovuti per gli acconti sono pari al 95% dell’imposta dovuta nell’anno precedente.

Anche per l’Ivie e l’Ivafe vengono applicate le stesse regole previste per l’Irpef.

I codici tributo da utilizzare, per regolarizzare tramite il modello f24 quanto dovuto, sono i seguenti:

  • 4034 Seconda rata o unica soluzione Irpef
  • 1841 Seconda rata o unica soluzione Cedolare secca
  • 4045 Seconda rata o unica soluzione Ivie
  • 4048 Seconda rata o unica soluzione Ivafe

Si ricorda che in caso di: omesso, insufficiente o tardivo versamento degli acconti si applicano le disposizioni previste all’art. 13 del D. Lgs 471/1997.

Le quali equivalgono al 30% dell’importo non versato o versato in ritardo, ridotto al 15% in caso il versamento sia effettuato con un ritardo inferiore a 90 gg.

Infine è prevista un ulteriore riduzione pari a 1/15 per ciascun giorno di ritardo.

Se il versamento viene effettuato con un ritardo non superiore a 15 giorni.

Per sanare le violazioni riguardanti l’omesso o tardivo versamento delle imposte è possibile ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso.