730 2017 Spese detraibili: alcune precisazioni

SPESE SCOLASTICHE e altre detrazioni

La detrazione IRPEF del 19% sulle spese di istruzione sostenute dal contribuente è stata modificata dalla Legge di Stabilità 2016 (208/2015) e ancor prima dalla 107/2015.
Nella Circolare 7/E/2017 dell’Agenzia delle Entrate, inoltre, vengono forniti tutti i tetti massimi di spesa detraibili per le spese sostenute nel 2016 e i dettagli sui singoli costi.
La Legge 13 luglio 2015 n. 107, in vigore dal 16 luglio 2015, ha modificato l’art. 15 del TUIR prevedendo la detrazione IRPEF sulle spese di:
• istruzione universitaria, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi delle università statali (articolo 15, comma 1, lettera e) TUIR)
• scuola dell’infanzia del primo ciclo e secondaria di secondo grado, per un importo annuo non superiore a 540 euro per alunno o studente (articolo 15, comma 1, lettera e)- bis TUIR).

Per effetto della nuova lett. e-bis) dell’art. 15, co. 1 del TUIR, la detrazione si applica su un importo annuo fisso, per quest’anno non superiore a 564 euro per alunno o studente, in relazione alle spese per la frequenza di:
• scuole dell’infanzia
• primo ciclo di istruzione,
• scuole secondarie di secondo grado.

La nuova disciplina si applica sia alle scuole statali che paritarie private e degli enti locali, appartenenti al sistema nazionale di istruzione di cui all’art. 1 della L. 10 marzo 2000 n. 62.

Asilo nido
Sono detraibili anche le spese per la frequenza di asilo nido (Rigo E8/E10, cod. 33), di cui all’Art.2, comma 6, Legge n.203 del 2008, comprendendo anche le classi “primavera” e i casi comprovati di “Tagesmutter”. L’importo massimo detraibile è pari a 632 euro per ciascun figlio, ripartito tra i genitori in base all’onere sostenuto. Vi rientrano le spese indicate nella CU 2017 (punti da 341 a 352) con il codice 33.

Modifiche dal 2016
La Legge di Stabilità 2016 è intervenuta sulla medesima detrazione prevedendo che si applichi per la frequenza di corsi di istruzione universitaria presso:
• università statali,
• università non statali, italiane o straniere, in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del MIUR, da emanarsi entro il 31 dicembre, tenendo conto degli importi medi delle tasse e dei contributi dovuti alle università statali.
Con DM 23 dicembre 2016 n. 993, è stato individuato l’importo massimo delle spese universitarie detraibili per l’anno 2016 ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. e), del TUIR, distinti per area disciplinare e regione.

Erogazioni liberali
Sono detraibili del 19% (senza limite di importo) le erogazioni liberali a favore di:
• istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro appartenenti al sistema nazionale di istruzione di cui alla Legge n. 62/2000;
• istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e delle università, finalizzate all’innovazione tecnologica, edilizia scolastica e universitaria, ampliamento dell’offerta formativa.
Tale detrazione spetta se il versamento è eseguito tramite banca, ufficio postale o altri sistemi di pagamento tracciabili (bancomat, carte di credito prepagate, assegni bancari e circolari).
La detrazione per le spese di istruzione non è cumulabile con quella per le erogazioni liberali alle istituzioni scolastiche per ampliamento di offerta formativa (art. 15 comma 1 lett. i-octies del TUIR).
Importo spese
L’Agenzia delle Entrate ha indicato quali spese per la frequenza scolastica, sono ammesse in detrazione con tetto limite e quali le erogazioni liberali agli istituti scolastici, già ammesse in detrazione senza limite di importo.
• Erogazioni senza limiti: innovazione tecnologica (es.: cartucce stampanti), edilizia scolastica (es.: piccoli lavori di manutenzione o riparazione), ampliamento offerta formativa (es.: fotocopie per verifiche o approfondimenti).
• Detrazioni con limite: tasse, contributi obbligatori e volontari, altre erogazioni deliberate da istituti scolastici o loro organi e sostenute per la frequenza scolastica ma non per le finalità di cui sopra (tassa di iscrizione, di frequenza e spesa per la mensa scolastica).

Documenti da conservare
Il contribuente deve conservare ricevute o quietanze di pagamento con gli importi sostenuti. Nel caso di pagamento in contanti, altre modalità o buoni mensa, la spesa potrà essere documentata tramite attestazione che certifichi la spesa. Per le spese riguardanti gite scolastiche, corsi di lingua e teatro, assicurazione scolastica e altri contributi per ampliare l’offerta formativa, basta la ricevuta o quietanza di pagamento con gli importi sostenuti. Se il pagamento è stato effettuato nei confronti di soggetti terzi, allora serve l’attestazione dell’istituto scolastico, dalla quale risulti anche la delibera di approvazione e i dati dell’alunno o studente.
Compilazione 730
Se si utilizza il 730 ordinario, nel Quadro E – “Oneri e Spese”, righi E8-E10, possono essere inseriti i seguenti codici.
• 12 – frequenza scuole infanzia, primo ciclo e secondaria di secondo grado, fino a 564 euro annui per alunno o studente.
• 13 – frequenza di corsi di istruzione universitaria statali e non, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria presso università o istituti pubblici o privati, italiani o stranieri.

La Circolare 7/E delle Entrate chiarisce poi che rientrano tra le spese detraibili con il codice 12 (contributi volontari ed erogazioni liberali deliberate dagli istituti) le spese per:
• mensa scolastica;
• servizi integrativi (es.: assistenza al pasto, pre e post scuola, anche se comunale);
• gite scolastiche;
• assicurazione della scuola;
• ogni contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi d’istituto (corsi di lingua, teatro, ecc., svolti anche al di fuori dell’orario scolastico e senza obbligo di frequenza).

Se si utilizza il 730 precompilato online sul sito dell’Agenzia delle Entrate e disponibile dal 15 aprile, tra le spese già inserite si possono trovare anche quelle di istruzione. Fino al 24 luglio è possibile accettare o modificare il modello, presentandolo via web.