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Il lavoro domestico è regolamentato dal contratto collettivo di lavoro per gli addetti ai servizi

domestici e familiari. Il datore di lavoro è una persona fisica che assume personale in quanto
necessita di un aiuto nella vita domestica, al contemplo il lavoratore è un individuo che presta
assistenza all’interno della famiglia. Secondo l’inquadramento che viene effettuato vengono
attribuite determinate mansioni.

SERVIZI OFFERTI

È lavoratore domestico colui che presta la sua assistenza all’interno di una famiglia ed al servizio delle necessità
della stessa e che svolge la propria attività alle dipendenze di un datore di lavoro privato sulla base di un contratto
di lavoro subordinato.

L’ASSUNZIONE DEL LAVORATORE

L’assunzione del lavoratore avviene direttamente da parte del datore di lavoro privato tramite una specifica lettera
di assunzione in cui occorre indicare degli elementi essenziali quali la data di inizio del rapporto di lavoro, la
residenza del lavoratore, l’orario e la retribuzione.
Nel caso di lavoratore Extracomunitario è possibile procedere con l’assunzione solo in presenza di un regolare
permesso di soggiorno da cui risulti la validità per lo svolgimento del lavoro subordinato.
Per quanto riguarda la documentazione è necessario che il lavoratore presenti al datore di lavoro i seguenti
documenti necessari ai fini dell’assunzione:

L’assunzione deve essere comunicata all’INPS entro le ore 24 del giorno precedente a quello di inizio del rapporto
di lavoro tramite il modello COLD-ASS, mentre per la cessazione e le variazioni occorre utilizzare il modello COLDVAR
entro 5 giorni dalla circostanza che ha determinato la variazione. Stesso modello occorre utilizzare in caso di
proroga o trasformazione. Il rapporto di lavoro con il personale domestico è disciplinato dal Contratto Collettivo
Nazionale di Lavoro (CCNL) sottoscritto il 20 febbraio 2014. In caso di contratti a tempo determinato la durata
massima non può superare i 24 mesi superati i quali il contratto si trasforma in tempo determinato salva la possibilità
di stipulare un ulteriore contratto tra le parti (deroga assistita) della durata massima di 12 mesi (termini da
considerare salvo diversi limiti individuati dalla contrattazione collettiva).
Al momento della corresponsione della retribuzione il datore di lavoro deve provvedere a redigere un prospetto
paga in doppia copia per sé e per il lavoratore domestico. Fermo restando l’obbligo di riportare nel prospetto le
voci obbligatorie, il prospetto può essere redatto in forma libera. Il lavoratore domestico ha diritto al pari degli altri
lavoratori subordinati a percepire la tredicesima mensilità pari alla retribuzione globale.

LA PREVIDENZA DEL LAVORATORE DOMESTICO

In seguito al ricevimento della comunicazione l’INPS procede con l’apertura della posizione assicurativa in favore
del lavoratore domestico determinando, in base alle informazioni contenute nel contratto di lavoro (retribuzione
oraria), l’importo dei contributi dovuti.
Il versamento deve avvenire su base trimestrale tenendo conto delle ore lavorate e retribuite nel trimestre. Il datore
di lavoro deve effettuare i versamenti entro le scadenze indicate nei bollettini. Parte del contributo orario, benché
interamente versato dal datore di lavoro, è a carico del lavoratore. Il datore di lavoro può trattenere questi importi
dallo stipendio del lavoratore.
I contributi trimestrali devono essere versati nei seguenti termini:

LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI DEL LAVORATORE DOMESTICO

Il datore di lavoro del lavoratore domestico non svolge funzione di sostituto di imposta pertanto non è tenuto ad
applicare le ritenute ai fini fiscali, ma è comunque soggetto all’obbligo di predisporre e consegnare al lavoratore
domestico una attestazione (dichiarazione sostitutiva alla certificazione unica) delle somme erogate durante
l’anno, entro 30 giorni dalla prima scadenza di presentazione della dichiarazione dei redditi oppure in sede di
cessazione del rapporto di lavoro.
In sede di dichiarazione il datore di lavoro può beneficiare di alcune agevolazioni fiscali e nello specifico della:

In capo al lavoratore domestico sussiste l’obbligo dichiarativo con la possibilità di utilizzare sia il modello 730 che il
modello Redditi Persone Fisiche. Mancando il sostituto di imposta, a prescindere dal modello dichiarativo prescelto,
il lavoratore domestico non percepisce il conguaglio in busta e non è soggetto a ritenute. La tassazione del reddito
del lavoratore domestico avviene in regime di imposta progressiva per scaglioni di reddito IRPEF e pertanto
beneficia delle agevolazioni previste in materia di oneri deducibili e detraibili per le persone fisiche.