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Risparmio energetico: intestazione documenti

FINO AL 23 LUGLIO PUOI PRESENTARE AL CAF IL TUO 730.

I soggetti che possono fruire della detrazione Irpef per gli interventi finalizzati al risparmio energetico sono indicati nella scheda informativa da trasmettere all’Enea. Nel caso in cui non vi sia coincidenza tra il nominativo riportato nella scheda informativa e l’intestazione del bonifico (o della fattura), la detrazione spetta al soggetto che ha effettivamente sostenuto la spesa, a prescindere dalla circostanza che il bonifico sia stato ordinato da un conto corrente cointestato con il soggetto che risulti invece intestatario dei predetti documenti. A tal fine, è necessario che i documenti di spesa siano appositamente integrati con il nominativo del soggetto che ha sostenuto la spesa e con l’indicazione della relativa percentuale di sostenimento. Le integrazioni devono essere effettuate fin dal primo anno di fruizione del beneficio; è esclusa, infatti, la possibilità di modificare nei periodi d’imposta successivi la ripartizione della spesa sostenuta (circolare n. 7/E del 27 aprile 2018, pagina 306).

[Fonte Fiscooggi]

Detrazione canoni locazione studenti universitari

Per beneficiare della detrazione Irpef del 19% dei canoni di locazione sostenuti da studenti universitari fuori sede è necessario, tra l’altro, che lo studente sia iscritto a un corso di laurea presso un’università ubicata in un comune diverso da quello di residenza, distante da quest’ultimo almeno 100 chilometri e comunque in una provincia diversa, e che il contratto di locazione abbia a oggetto immobili situati nello stesso comune in cui l’università ha la sede o in un comune limitrofo (articolo 15, comma 1, lett. i-sexies, Tuir). Tuttavia, limitatamente alle spese sostenute nel 2017 e nel 2018, il requisito della distanza si intende rispettato anche all’interno della stessa provincia ed è ridotto a 50 chilometri per gli studenti residenti in zone montane o disagiate (articolo 15, comma 1, lett. i-sexies.01, Tuir).

[Fonte Fiscooggi]

Detrazioni non rinnovate per l’anno di imposta 2017

Spese per l’arredo degli immobili giovani coppie (Rigo E58 – Sez. III C)
Art.1, comma 75, Legge n. 208 del 2015
Le giovani coppie costituenti un nucleo familiare composto da coniugi o da conviventi more uxorio che abbiano costituito nucleo da almeno tre anni, in cui almeno uno dei due componenti non abbia superato i trentacinque anni, acquirenti di unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, potevano beneficiare di una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, del 50 per cento delle spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2016 per l’acquisto di mobili ad arredo della medesima unità abitativa (Art. 1, comma 75, della legge n. 208 del 2015).

Videosorveglianza

Non si detraggono le spese sostenute per un contratto stipulato con un istituto di vigilanza, in quanto la detrazione è applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili (Circolare 6.02.2001 n. 13, risposta 5; Cfr. credito d’imposta videosorveglianza (Rigo G12)).

Detrazione per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale (Rigo E71, cod. 1 )
E’ terminato il triennio in cui si poteva beneficiare di una detrazione straordinaria per i soggetti che hanno stipulato o rinnovato contratti di locazione di immobili adibiti ad abitazione principale della categoria “alloggi sociali”.

Attualmente spetta una detrazione stabilita in misura forfetaria, rapportata al numero dei giorni nei quali l’unità immobiliare è stata adibita ad abitazione principale, pari a:
– euro 300 se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) non supera euro 15.493,71;
– euro 150 se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) è superiore a euro 15.493,71 ma non a euro 30.987,41.

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Limite reddito figli a carico

La recente legge di bilancio 2018, modificando l’articolo 12, comma 2, Dpr 917/1986 (Testo unico delle imposte sui redditi), ha previsto che, a partire dal 1° gennaio 2019, per i figli di età non superiore a ventiquattro anni, il limite di reddito complessivo per poter essere considerati fiscalmente a carico è elevato a 4mila euro (articolo 1, commi 252 e 253, legge 205/2017). Pertanto, con riferimento al 2018, continua a trovare applicazione nei confronti di tutti i familiari a carico il limite di 2.840, 51 euro.

Fonte fiscooggi.it

DETRAZIONE SPESE PER IDROTERAPIA

Le spese per le terapie eseguite presso uno stabilimento idroterapico possono essere detratte ai fini Irpef nella misura del 19%.

Sono, invece, escluse le spese sostenute per il viaggio e soggiorno.

La detrazione compete anche se la spesa è stata sostenuta per un familiare fiscalmente a carico.

Secondo il parere del Ministero della Salute del 6 marzo 2018, la detrazione spetta anche per le prestazioni rese dal massaggiatore capo bagnino degli stabilimenti idroterapici. In tal caso, ai fini della detrazione, oltre al documento fiscale comprovante la spesa (ricevuta fiscale o fattura) è necessario che vi sia anche la prescrizione medica che dimostri il collegamento tra la prestazione e la patologia (Circolare n. 7/E/2018).

 

Sisma bonus

Che cos’è

I contribuenti che eseguono interventi per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici possono detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi. La detrazione può essere richiesta per le somme spese nel corso dell’anno e può essere ceduta se relativa a interventi effettuati su parti comuni di edifici condominiali. La percentuale di detrazione e le regole per poterne fruire sono diverse a seconda dell’anno in cui la spesa viene effettuata. Sono concesse detrazioni più elevate quando alla realizzazione degli interventi consegua una riduzione del rischio sismico.

Gli interventi consistenti nella demolizione e ricostruzione di edifici adibiti ad abitazioni private o ad attività produttive possono essere ammessi al Sisma bonus, nel rispetto di tutte le condizioni previste dalla norma agevolativa, sempreché concretizzino un intervento di ristrutturazione edilizia e non un intervento di nuova costruzione.

E’ questo uno dei principali chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate, in materia di Sisma bonus (art.16 D.L. 63/2013), con la Risoluzione n°34/E del 27 aprile 2018, emanata in risposta ad uno specifico interpello.

A chi interessa

L’agevolazione è rivolta sia ai contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) sia ai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (Ires). Dal 2017 gli interventi possono essere realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive, situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3), individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.

Quali vantaggi

Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 spetta una detrazione del 50%, che va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno) e che deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo. La detrazione è più elevata (70 o 80%) quando dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi e quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali (80 o 85%).

Infine, chi compra un immobile in un edificio demolito e ricostruito nei Comuni in zone classificate a “rischio sismico 1”, può detrarre dalle imposte una parte consistente del prezzo di acquisto (75 o 85%, fino a un massimo di 96.000 euro).

Premi di risultato

La L.232 del 2016 (Stabilità 2017) ha reintrodotto un sistema di retribuzione premiale sui premi di risultato collegati ad incrementi di produttività che consiste nell’applicazione di una imposta sostitutiva pari al 10% da applicare sul valore erogato a titolo di premio di risultato.
Questo valore in seguito alle novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2018 (L.205/2017) è stato elevato ai seguenti importi:
  • da € 2.000,00 a € 3.000,00 (cfr. codice 1 – punto 571 e/o 581 CU 2018);
  • da € 2.500,00 a € 4.000,00 per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro (cfr. codice 2 – punto 571 e/o 581 CU 2018).
Questo particolare regime di tassazione che rimane comunque opzionale per il lavoratore dipendete, si applica esclusivamente ai lavoratori del settore privato che nell’anno di imposta precedente a quello di percezione del premio non abbiano conseguito redditi superiori ad € 80.000,00.
Questi redditi devono essere dichiarati al rigo C4 del Quadro C nel modello 730/2018 ed al rigo RC4 Quadro RC del modello Redditi PF 2018, come “somme per premi di risultato e welfare aziendale“.
Maggiori chiarimenti in merito sono stati forniti dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare N.5/E del 29/3/2018.