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Risparmio energetico: intestazione documenti

FINO AL 23 LUGLIO PUOI PRESENTARE AL CAF IL TUO 730.

I soggetti che possono fruire della detrazione Irpef per gli interventi finalizzati al risparmio energetico sono indicati nella scheda informativa da trasmettere all’Enea. Nel caso in cui non vi sia coincidenza tra il nominativo riportato nella scheda informativa e l’intestazione del bonifico (o della fattura), la detrazione spetta al soggetto che ha effettivamente sostenuto la spesa, a prescindere dalla circostanza che il bonifico sia stato ordinato da un conto corrente cointestato con il soggetto che risulti invece intestatario dei predetti documenti. A tal fine, è necessario che i documenti di spesa siano appositamente integrati con il nominativo del soggetto che ha sostenuto la spesa e con l’indicazione della relativa percentuale di sostenimento. Le integrazioni devono essere effettuate fin dal primo anno di fruizione del beneficio; è esclusa, infatti, la possibilità di modificare nei periodi d’imposta successivi la ripartizione della spesa sostenuta (circolare n. 7/E del 27 aprile 2018, pagina 306).

[Fonte Fiscooggi]

Il bonus asili nido fa saltare il diritto alla detrazione

Abbiamo tutti ben presente quanto possano pesare sul bilancio della famiglia le spese sostenute per la frequenza di asili nido da parte dei figli.

Per attenuare – anche se non a sufficienza – tale salasso il legislatore ha previsto la possibilità per i genitori di portare in detrazione dall’Irpef l’onere nella misura del 19%. Ulteriore limitazione che va considerata è quella della spesa massima agevolabile. Infatti, l’importo massimo della spesa ammessa in detrazione è pari a 632 euro per ciascun figlio che frequenta l’asilo nido, pubblico o privato che sia; la somma è ripartita tra i genitori in base all’onere da ciascuno sostenuto. Continua a leggere

Detrazione interventi recupero patrimonio edilizio

Dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 36 per cento (elevato, dal 26 giugno 2012, al 50 per cento) delle spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su parti comuni di edifici residenziali e su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale e relative pertinenze. La detrazione, introdotta dall’art. 1, comma 1, della legge n. 449 del 1997, è stata resa permanente dall’art. 4 del DL n. 201 del 2011 che ha previsto l’introduzione nel TUIR dell’art. 16-bis. Continua a leggere

DETRAZIONE IRPEF SUI LAVORI CONDOMINIALI

In caso di interventi sulle parti comuni degli edifici residenziali è prevista la possibilità di chiedere la detrazione Irpef.

Per le definizioni degli interventi edilizi per i quali è possibile chiedere la detrazione si fa riferimento a quanto previsto dalle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del DPR 380/2001.

In sintesi, si tratta degli interventi di:

  • manutenzione ordinaria
  • manutenzione straordinaria
  • restauro e risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia.

La Legge di Bilancio 2017 ha introdotto, inoltre, detrazioni più elevate per:

  • gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici
    condominiali attraverso i quali si raggiungono determinati indici di prestazione energetica
  • il “sisma bonus“: è il caso in cui la realizzazione degli interventi consegua una riduzione del rischio sismico

Limiti dichiarazioni integrative a favore

La dichiarazione integrativa, in base all’art. 2, comma 8, del D.P.R. n. 322/1998, può essere presentata solo per “correggere errori od omissioni”, mentre la rettifica di scelte opzionali rappresenta, secondo l’Agenzia delle Entrate, una manifestazione negoziale da parte del contribuente. Continua a leggere

Detrazione del 50% in caso di ampliamento

In caso di lavori di recupero del patrimonio edilizio, per i quali si fruisce della relativa detrazione fiscale, che comportino  un ampliamento  della volumetria preesistente è opportuno prestare attenzione al fine di verificare se, ed eventualmente in quale misura, spetti la detrazione.

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Detraibilità acquisto apparecchio acustico

Un apparecchio acustico rientra nella categoria dei dispositivi medici. Le spese sostenute per il loro acquisto sono detraibili a determinate condizioni. Continua a leggere

Sisma bonus

Che cos’è

I contribuenti che eseguono interventi per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici possono detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi. La detrazione può essere richiesta per le somme spese nel corso dell’anno e può essere ceduta se relativa a interventi effettuati su parti comuni di edifici condominiali. La percentuale di detrazione e le regole per poterne fruire sono diverse a seconda dell’anno in cui la spesa viene effettuata. Sono concesse detrazioni più elevate quando alla realizzazione degli interventi consegua una riduzione del rischio sismico.

Gli interventi consistenti nella demolizione e ricostruzione di edifici adibiti ad abitazioni private o ad attività produttive possono essere ammessi al Sisma bonus, nel rispetto di tutte le condizioni previste dalla norma agevolativa, sempreché concretizzino un intervento di ristrutturazione edilizia e non un intervento di nuova costruzione.

E’ questo uno dei principali chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate, in materia di Sisma bonus (art.16 D.L. 63/2013), con la Risoluzione n°34/E del 27 aprile 2018, emanata in risposta ad uno specifico interpello.

A chi interessa

L’agevolazione è rivolta sia ai contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) sia ai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (Ires). Dal 2017 gli interventi possono essere realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive, situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3), individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.

Quali vantaggi

Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 spetta una detrazione del 50%, che va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno) e che deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo. La detrazione è più elevata (70 o 80%) quando dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi e quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali (80 o 85%).

Infine, chi compra un immobile in un edificio demolito e ricostruito nei Comuni in zone classificate a “rischio sismico 1”, può detrarre dalle imposte una parte consistente del prezzo di acquisto (75 o 85%, fino a un massimo di 96.000 euro).

Tassazione partecipazioni qualificate

La legge di Bilancio 2018 ha riformato la tassazione di utili e proventi assimilati percepiti da persone fisiche titolari di partecipazioni qualificate in soggetti con personalità giuridica.

La partecipazione si definisce qualificata se le quote/azioni detenute dal socio superano il 25% del Capitale Sociale o rappresentano almeno il 20% dei diritti di voto in Assemblea per le società non quotate, ovvero il 5% ed il 2% per le quotate. Continua a leggere

Premi di risultato

La L.232 del 2016 (Stabilità 2017) ha reintrodotto un sistema di retribuzione premiale sui premi di risultato collegati ad incrementi di produttività che consiste nell’applicazione di una imposta sostitutiva pari al 10% da applicare sul valore erogato a titolo di premio di risultato.
Questo valore in seguito alle novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2018 (L.205/2017) è stato elevato ai seguenti importi:
  • da € 2.000,00 a € 3.000,00 (cfr. codice 1 – punto 571 e/o 581 CU 2018);
  • da € 2.500,00 a € 4.000,00 per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro (cfr. codice 2 – punto 571 e/o 581 CU 2018).
Questo particolare regime di tassazione che rimane comunque opzionale per il lavoratore dipendete, si applica esclusivamente ai lavoratori del settore privato che nell’anno di imposta precedente a quello di percezione del premio non abbiano conseguito redditi superiori ad € 80.000,00.
Questi redditi devono essere dichiarati al rigo C4 del Quadro C nel modello 730/2018 ed al rigo RC4 Quadro RC del modello Redditi PF 2018, come “somme per premi di risultato e welfare aziendale“.
Maggiori chiarimenti in merito sono stati forniti dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare N.5/E del 29/3/2018.